LA COMPLESSITÀ DEL CRIMINE: tra libertà e determinismo

Qual è l’apporto che le neuroscienze possono offrire al mondo forense e alla società?

Al di là dei progressi e degli sforzi della ricerca, ad oggi sopravvivono interrogativi affascinanti riguardo al funzionamento del nostro cervello in riferimento all’esperienza, alla ragione, alla volizione, alle emozioni e alla personalità.

Le neuroscienze e la genetica paiono in prima linea nel tentativo di illuminare il cammino verso le risposte anelate. Nel procedere, però, si trovano a dover risolvere ulteriori enigmi che sottendono a delicati interrogativi etici, rischiando di rimanere imprigionate in contrapposizioni apparentemente insuperabili.

Il dualismo cervello-mente, l’antinomia determinismo-libero arbitrio, le tensioni tra libertà individuali e sicurezza pubblica, il confronto tra consequenzialismo e retributivismo, la possibile deriva verso un neolombrosismo e una nuova frenologia, i possibili rigurgiti di darwinismo sociale e i timori suscitati dalla genetica comportamentale, sono solo alcuni degli insidiosi temi trattati, citando i molti studi e le rare sentenze nel tentativo di rispondere al quesito iniziale.

Maurizio Paganelli si è specializzato in Medicina Legale all’Università di Genova. Attualmente è dirigente medico presso la ASL MI1. Ha pubblicato sulle principali riviste di medicina legale italiane e conseguito un Master in Psicopatologia Forense e Criminologia Clinica presso l’Università San Raffaele di Milano con una tesi sulle neuroscienze.

Raffaella Zanardi è psichiatra responsabile dell’unità funzionale dei Disturbi dell’Umore dell’ospedale San Raffaele di Milano. Specializzata in Criminologa Clinica, è coordinatrice scientifica e docente al Master in Psicopatologia forense e criminologia clinica dell’Università Vita-Salute San Raffaele e docente al Corso di Perfezionamento in Criminologia e Psicopatologia Forense presso la Cattedra di Criminologia dell’Università degli Studi di Milano. E’ autrice di numerose pubblicazioni mediche scientifiche nazionali ed internazionali.

Cristina Colombo è professore associato di Psichiatria alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e primario dell’unità per la cura dei Disturbi dell’Umore dell’Ospedale San Raffaele di Milano. Dirige il Master in Psicopatologia forense e Criminologia clinica che si tiene presso la medesima Università.

PREZZO 18€

DISPONIBILE DA GIUGNO 2013

IL GIOCO DEL DIPINGERE di Arno Stern

PREZZO 20€ -  spedizione gratuita

IN LIBRERIA DA FEBBRAIO 2013

La nostra memoria ha una portata limitata. Cosa ricordiamo dei primi anni della nostra vita? Cosa sappiamo di un avvenimento importante come la nostra nascita? E dei mesi che l’hanno preceduta, quando il nostro organismo si è costruito?

Esiste una memoria, nella quale sono registrate le nostre sensazioni embrionali, che sfugge a qualunque indagine della ragione: la Memoria Organica. E noi possediamo, senza averlo provato, il mezzo d’espressione di questa memoria, la Formulazione – un codice strutturato e universale, che si svolge secondo leggi proprie. Ma nessuno ha potuto farne l’esperienza prima della creazione del Closlieu, l’unico luogo in cui si realizzano le condizioni necessarie perché l’individuo si abbandoni a quest’atto spontaneo.

Nato con l’intento di stabilire un lessico del Gioco del Dipingere, adottando talvolta anche nuovi termini, l’ultimo libro di Arno Stern è diventato una sorta di enciclopedia del Gioco del Dipingere. Il Closlieu, la Tavolozza, il ruolo del Servente, la Formulazione e gli elementi che la compongono, il resoconto dei viaggi compiuti dall’autore presso popolazioni non scolarizzate nel deserto, nella Savana, nella Foresta Vergine, ciò che differenzia il Gioco del Dipingere dalla creazione artistica, sono oggetto di altrettanti capitoli. Completamente nuove le pagine dedicate alla presenza di tracce della Formulazione in opere dell’arte medievale e del Rinascimento.

Il Gioco del Dipingere, senza dubbio l’opera più completa di Arno Stern, è scritta con il linguaggio semplice e appassionato di chi da decenni assiste quotidianamente al rinnovarsi di una manifestazione insita nell’essere umano.

 Arno Stern (Kassel, 1924) Dopo un’esperienza come educatore in un istituto per orfani di guerra, dove fa dipingere i bambini, apre il suo primo Atelier di Pittura a Parigi, nel 1949. Testimone attento della Formulazione – oggetto di una nuova disciplina, la Semiologia dell’Espressione – da decenni Stern illustra la propria esperienza in conferenze e dibattiti e tiene corsi di formazione in tutto il mondo. Nel 1987 crea l’I.R.S.E. (Istituto di Ricerca in Semiologia dell’Espressione). Tra i suoi libri pubblicati in Italia Il Closlieu. Il chiostro dei colori (Moretti&Vitali), Dal disegno infantile alla Semiologia dell’Espressione (Armando) e Felice come un bambino che dipinge (Armando).

LA FILOSOFIA DEL TEMPO di Emanuela Civilini

PREZZO 10€

Dal confronto tra due mostri sacri della filosofia scintifica occidentale (Einstein e Bergson), nasce un saggio originale e di facile lettura, sul tempo da un punto di vista scientifico e dal punto di vista filosofico.

  “Emanuela Civilini è una giovane autrice di non poco coraggio. Osa, infatti, misurarsi con uno dei temi più affascinanti, spigolosi e difficili del pensiero sia scientifico che filosofico: la temporalità. Il che la rende subito simpatica. Perché in un’epoca in cui i filosofi si accaniscono su micro segmenti del sapere, lei si butta nell’abisso. […]

Come si può notare, Emanuela Civilini ci propone un tragitto che potrebbe portare la riflessione lontano: molto lontano. Perché non seguirla?”.

Claudio Bonvecchio

  Emanuela Civilini Rocco di Torrepadula è dottoranda in Filosofia delle Scienze Sociali e Comunicazione Simbolica presso l’Università degli Studi dell’Insubria. Si è specializzata in Scienze e Tecniche della Comunicazione sempre presso l’Università dell’Insubria con una tesi in Filosofia delle Scienze dello Spazio dal titolo “Durata vissuta e relatività del Tempo: il confronto tra Einstein e Bergson alla Société française de Philosophie del 6 aprile 1922”, da cui è tratto questo libro.

Tra le pubblicazioni: “Il tempo, seme della discordia tra scienza e filosofia” (Metàbasis, rivista internazionale di filosofia e comunicazione – maggio 2012 – anno VII – nr. 13); “Il concetto di Tempo nel confronto tra Einstein e Bergson” (Epistemologia, Franco Angeli editore, giugno 2012 -. Nr.1).

Memoria passata del personaggio di Maria Stefanache

  L’autrice, mettendo a frutto i suoi oltre 17 anni di carriera come regista in ambito teatrale, propone un nuovo metodo per il teatro contemporaneo che prevede la costruzione del personaggio mediante la creazione della cosidetta “memoria passata del personaggio”.

Maria Stefanache ha focalizzato il suo lavoro creativo teatrale di regista sull’attore e la sua forte dipendenza dal regista e da sempre cercava un modo per aiutare e rinforzare l’attore in quel lungo percorso di studio e ricerca che lo porta a potersi impadronire nel miglior modo del personaggio. Ciò che più sta a cuore alla regista è evitare che l’attore sia costretto ad identificarsi con il personaggio.
Per l’eleborazione del metodo che illustra in questo saggio è partita dallo studio approfondito della “classica” regia teatrale e ha sperimentato per anni con gruppi di attori nuove metodologie di lavoro: il risultato della sua ricerca è riassunto in questo libro, una raccolta di riflessioni della regista e di appunti degli attori che con lei si sono confrontati. Si tratta di un nuovo approccio nella costruzione del personaggio che potrebbe interessare altri artisti del settore teatrale dato che mira ad eliminare la necessità per l’attore di ricorrere a reviviscenza e immaginazione che sono alla base del noto “sistema di Stanislavskij”.

La Stefanache cerca di aiutare l’attore, con un impegnativo lavoro di improvvisazione, ricerca e confronto, a concentrare tutta la sua energia nello studio e nella costruzione del personaggio e a non identificarsi con esso, evitando così di dover mischiare la sua vita privata con quella messa in scena. L’intento è quello di costruire appunto una “MEMORIA PASSATA DEL PERSONAGGIO”.

PREZZO 13,90€

 

La parola alla regia di Maria Stefanache

Ancora un volta le strade di Uroboros si intrecciano con la Romania. Ad ottobre abbiamo inaugurato la nostra nuova collana “TOOLS” dedicata alla saggistica, ed abbiamo pubblicato proprio due libri scritti da una regista romena, Maria Stefanache:

Memoria passata del personaggio” è un saggio incentrato sul suo nuovo metodo di lavoro teatrale, che si può applicare con ottimi risultati anche a realtà diverse come le aziende e le università;

“La parola alla regia” inceve è una sua autobiografia artistica, scritta a 4 mani con la giornalista Violeta Popescu, in cui si approfondisce il percorso artistico e umano di una delle registe romene di teatro più attive e produttive oggi in Italia.

PREZZO 6,9€