EDIZIONI UROBOROS alla fiera della Microeditoria di Chiari

     DOMENICA 11 NOVEMBRE

ORE 14.30

SALA MORCELLI

presentazione del libro EAN 13 e altri disastri di Sante Bandirali.
Ci sono i disastri del cuore, amori mai sbocciati o non corrisposti, speranze disattese e amori contrastati; i disastri della guerra e quelli esistenziali. Talvolta il disastro può essere evitato, oppure si verifica un capovolgimento e il danno apparente ha invece conseguenze positive.
UROBOROS.

CONFINI INCERTI di Agi Berta

 Agli inizi del ‘900 a Cakovec – città della Croazia settentrionale, vicino al confine con Austria e Ungheria – coabitano croati, ungheresi, sloveni, tedeschi e serbi. È qui che vivono gli Harmath, una famiglia della piccola nobiltà ungherese, di origine croata: Nandor, la moglie Cecilia e i figli Eugenio, Irene, Dusi e Nandor Junior. Dopo la prima guerra mondiale, con le nuove frontiere decretate a Versailles, gli Harmath diventano profughi, perdono tutti i loro beni e si trasferiscono a Budapest. I ragazzi vivono in modo diverso questo declassamento, ma su tutti pesa il rimpianto per il passato trasmesso loro dalla madre. Irene cerca un riscatto attraverso la bellezza e un buon matrimonio. Nandor Jr sceglie la carriera militare che nel ‘44 lo porta a schierarsi con i nazisti, mentre Eugenio rifiuta di seguire la strada tracciata per lui e diventa socialista. Dusi, sfidando le tradizioni familiari, decide di lavorare e fare liberamente le proprie scelte. Una nuova guerra, un nuovo sistema sociale travolgeranno anche questi fragili equilibri. Sullo sfondo di quasi un secolo di avvenimenti, Agi Berta narra le vicissitudini della sua famiglia intrecciando i fili della storia con il microcosmo familiare. Confini incerti è un libro complesso, drammatico, dove l’incertezza dei confini non è soltanto geografica, ma alberga nel cuore stesso dei personaggi, alla ricerca di un loro posto nel mondo.

Agi Berta nasce in Ungheria nel 1952. A 18 anni ottiene una borsa di studio e va in Polonia. Il matrimonio la porta poi a Napoli, dove si laurea in Storia e Filologia dell’Europa Orientale. Ha scritto alcuni capitoli per la Guida Verde dell’Ungheria del Touring Club, collaborato al volume Testi Mariani del Secondo Millennio e tradotto dall’ungherese Epépé di Ferenc Karinthy. Suoi racconti sono apparsi su Facebook e in varie riviste. Da due anni collabora con La Repubblica Esteri. Vive a Napoli, dove insegna

 DISPONIBILE DA NOVEMBRE 2012 – PREZZO 13€

EAN 13 e altri disastri di Sante Bandirali

 

Un disastro, nell’accezione più comune del termine, è una sciagura, una disgrazia di notevoli proporzioni che arreca gravi danni alle cose e alle persone. Più in generale un disastro è un danno rilevante e spesso irrimediabile. Se è economico si parla di fallimento, bancarotta, rovina, dissesto. Per estensione la parola può significare disordine, grande confusione, o ancora pasticcio, guaio. Tutti i sinonimi di disastro possono essere applicati in senso figurato alla condizione umana. Di piccoli e grandi disastri si narra nei quindici racconti di EAN 13. Ci sono i disastri del cuore – amori mai sbocciati o non corrisposti, speranze disattese e amori contrastati – e i disastri della vita coniugale; i disastri della guerra e quelli esistenziali. Talvolta il disastro può essere evitato, oppure si verifica un capovolgimento e il danno apparente ha invece conseguenze positive. L’ironia è la cifra stilistica che accomuna la maggior parte dei testi. In alcuni è un’ironia sottile, leggera, in altri più cattiva. Infine, soprattutto, nei racconti di Sante Bandirali c’è la scrittura. Una prosa nitida, precisa, di grande scorrevolezza, che con levità ci porta da una storia all’altra, fino all’ultima pagina. E quando chiudiamo il libro ci sorprendiamo che sia già finito, e restiamo con il desiderio di leggere ancora.

Sante Bandirali è nato e vive a Crema. È musicista, musicologo e scrittore. Direttore della scuola di musica Consorzio Concorde di Crema, ha fondato con Enza Crivelli e Lorenza Pozzi la casa editrice uovonero. È traduttore di varie opere, fra cui Il mistero del London Eye di Siobhan Dowd (uovonero, 2011), vincitore del Premio Andersen 2012. EAN 13 e altri disastri è la sua prima raccolta di racconti.

DISPONIBILE DA OTTOBRE 2012

PREZZO 11€

COMUNICAZIONE AI SOCI DI EDIZIONI UROBOROS

Ciao a tutti i soci della Edizioni Uroboros. E’ giunto il momento di mettere tutti al corrente della nostra attività che non conosce sosta. Nell’ottica di continuare a crescere e di raggiungere gli obiettivi preposti innanzitutto ci siamo dedicati ad amentare il numero di pubblicazioni che arricchiranno le nostre collane.

Di prossima pubblicazione sarà il libro di esordio di Sante Bandirali intitolato EAN 13. A seguire ci sarà il libro di Agi Berta sul quale stiamo già lavorando e dal titolo (provvisorio) L’incertezza dei confini. Sorpresa finale per tutti noi è stata l’acquisizione dei diritti del libro edito in francese di Arno Stern intitolato Le Jeu de peindre. E’ questo l’inizio di un progetto ambizioso ed entusiasmante. E’ già in atto la traduzione del testo a cura di Martina Cossia Castiglioni. Siamo inoltre lieti di annunciare l’ingresso di nuovi soci nella nostra squadra.

A questo punto però chiediamo di darci dei suggerimenti per le nuove iniziative e i prossimi eventi che tutti insieme possiamo organizzare per renedere sempre più viva questa nostra associazione. Abbiamo bisogno del vostro aiuto per scegliere la strategia da seguire nell’ambito dell’organizzazione degli eventi. Infine con orgoglio vi presentiamo la nuova grafica del nostro sito internet completamente rinnovato. Troverete qui ben presto tutti gli aggiornamenti sulle nuove uscite già annunciate e tutte le informazioni utili per i nostri associati e i nostri lettori.

Un saluto a tutti

il Presedente L. Mellone

il Comitato Direttivo di Edizioni Uroboros.

6 GIUGNO 2012 dalle 18:30 LIBRERIA CENTOFIORI – MILANO

“Principessa? No, grazie”, l’unico romanzo ambientato nel villaggio turistico più famoso di Santo Domingo, vi aspetta mercoledì 06 giugno alle ore 18.30 presso la Libreria Centofiori  in Piazzale Dateo n. 5 a Milano.

Valentina Ruble vive a Padova. Laureata in Scienze Politiche, ha frequentato corsi di recitazione e si è cimentata nel teatro/musical sia come attrice, sia come autrice di testi brillanti. La presentazione del suo libro sarà infatti una coinvolgente messa in scena teatrale che, accompagnata da un assaggio di rum dominicano e piccoli momenti musicali, vi condurrà direttamente nel magico Caribe…

Memoria passata del personaggio di Maria Stefanache

  L’autrice, mettendo a frutto i suoi oltre 17 anni di carriera come regista in ambito teatrale, propone un nuovo metodo per il teatro contemporaneo che prevede la costruzione del personaggio mediante la creazione della cosidetta “memoria passata del personaggio”.

Maria Stefanache ha focalizzato il suo lavoro creativo teatrale di regista sull’attore e la sua forte dipendenza dal regista e da sempre cercava un modo per aiutare e rinforzare l’attore in quel lungo percorso di studio e ricerca che lo porta a potersi impadronire nel miglior modo del personaggio. Ciò che più sta a cuore alla regista è evitare che l’attore sia costretto ad identificarsi con il personaggio.
Per l’eleborazione del metodo che illustra in questo saggio è partita dallo studio approfondito della “classica” regia teatrale e ha sperimentato per anni con gruppi di attori nuove metodologie di lavoro: il risultato della sua ricerca è riassunto in questo libro, una raccolta di riflessioni della regista e di appunti degli attori che con lei si sono confrontati. Si tratta di un nuovo approccio nella costruzione del personaggio che potrebbe interessare altri artisti del settore teatrale dato che mira ad eliminare la necessità per l’attore di ricorrere a reviviscenza e immaginazione che sono alla base del noto “sistema di Stanislavskij”.

La Stefanache cerca di aiutare l’attore, con un impegnativo lavoro di improvvisazione, ricerca e confronto, a concentrare tutta la sua energia nello studio e nella costruzione del personaggio e a non identificarsi con esso, evitando così di dover mischiare la sua vita privata con quella messa in scena. L’intento è quello di costruire appunto una “MEMORIA PASSATA DEL PERSONAGGIO”.

PREZZO 13,90€

 

La parola alla regia di Maria Stefanache

Ancora un volta le strade di Uroboros si intrecciano con la Romania. Ad ottobre abbiamo inaugurato la nostra nuova collana “TOOLS” dedicata alla saggistica, ed abbiamo pubblicato proprio due libri scritti da una regista romena, Maria Stefanache:

Memoria passata del personaggio” è un saggio incentrato sul suo nuovo metodo di lavoro teatrale, che si può applicare con ottimi risultati anche a realtà diverse come le aziende e le università;

“La parola alla regia” inceve è una sua autobiografia artistica, scritta a 4 mani con la giornalista Violeta Popescu, in cui si approfondisce il percorso artistico e umano di una delle registe romene di teatro più attive e produttive oggi in Italia.

PREZZO 6,9€

 

Clelia di Giuseppe Garibaldi

CLELIA..il libro più irriverente di Giuseppe Garibaldi… “Clelia ” scritto da Giuseppe Garibaldi nel 1868, è il primo e sicuramente il più caustico degli scritti dell’eroe dei due mondi. Tanti sono i personaggi che intrecciano i loro destini nell’Italia che si sta costruendo: preti assassini, briganti buoni, giovani donne rapite: vizi e corruzione da sfondo. Uno spaccato interessante ed a tratti eccessivo dell’epoca, che forse ci aiutano a capire meglio il nostro presente. Scrive Garibaldi: “Circa alla parte romantica, se non fosse adorna della storica, in cui mi credo competente, e dal merito di svelare i vizi e le nefandezze del pretismo, io non avrei tediato il pubblico, nel secolo in cui scrivono romanzi i Manzoni, i Guerrazzi, i Victor Hugo” Alterne fortune ha avuto questo romanzo, legate in particolare ad uno spinto anticlericalismo in un’Italia in cui lo Stato della Chiesa si incastra, non solo goegraficamente, nel nostro Bel Paese. Ma il suo spiccato carattere avventuroso ed il suo intatto valore di documento storico per i festeggiamenti di quest’anno per i 150 anni dell’unità d’Italia, ne fanno un romanzo di indubbia attualità, da ri-proporre al grande pubblico.

PREZZO 12 €

Il cappello del prete di Emilio de Marchi

CAPPELLO DEL PRETE…Alle origini del noir italiano… “Il cappello del prete” oltre ad essere il romanzo più famoso di Emilio de Marchi è anche il capostipite di un intero genere letterario: il noir. Proprio così: il primo noir italiano vede la luce nel 1887 e compare inizialmente a puntate su riviste, per uscire poi come libro nel 1888. Lo stesso de Marchi, introducendo l’edizione del 1888 chiarisce quali siano le premesse “ideologiche” del racconto: dimostrare che anche in Italia poteva prosperare il feuilleton, il romanzo d’appendice a tinte fosche, così in voga nella Francia di quegli anni. Gli elementi di un eccellente noir ci sono tutti: un nobile decaduto, che pur di rimettere in sesto le sue finanze e la sua vita grama, non esita ad uccidere un prete, strozzino e avaro, ben deciso a sua volta a gabbarlo; l’omidicio; gli incubi del barone, tormentato ed inseguito dall’unica prova rimasta dell’assassinio, quel cappello da prete, che quasi animato di vita propria, trascina il barone in una serie rocambolesca ed allucinata di peripezie fin sull’orlo della pazzia e della galera. Nostante i suoi 122 anni abbondanti, le numerose edizioni, gli adattamenti televisivi degli anni ’70, e la lingua attuale e coinvolgente, “Il cappello del prete” rimane pressochè sconosciuto al grande pubblico e la sua fama letteraria e storica ancora ben lontana dal suo reale valore di capolavoro. Per questi motivi Edizioni Uroboros lo ripropone ai lettori, ispirandosi per la copertina ad una delle prime edizioni, in un omaggio che cerca di essere anche recupero del passato. È prevista per gennaio 2011 a Milano, un evento con proiezione del film degli anni ’70, per far conoscere ulteriormente l’opera al grande pubblico.

PREZZO 10 €

 

Per chi crescono le rose di Ingrid Beatrice Coman

COPERTINA INGRIDAutunno 1989. Una piccola cittadina della Moldavia sta vivendo i suoi ultimi mesi sotto il regime comunista.

Catalin, un giovane insegnante logorato da lunghe lotte politiche sotterranee e amori sbagliati, taglia i ponti con il suo passato da dissidente e decide di stabilirsi in una tranquilla cittadina di provincia.

Ma la vita lo porta di nuovo su binari sconosciuti e imprevisti. Un’altra storia d’amore di quelle che non avrebbe mai voluto cominciare, una colpevole relazione da vivere in sordina nel più impronunciabile dei segreti, che lo trascina in un irresistibile vortice fatto di amore e sensi di colpa, eppure così unico e meraviglioso.

É Magda, la sua studentessa dell’ultimo anno, il suo tormento e la sua salvezza al tempo stesso, la ragazzina il cui cuore ribelle porta ad andare sempre controcorrente; la donna che , consapevole della moltitudine di finti valori che il mondo le incolla addosso, si butta con il coraggio dell’incoscienza nell’amore pericoloso per il suo professore di storia, del cui passato non sa niente, ma nella cui storia si è già immersa, come in una miscela esplosiva che non mancherà di chiedere un prezzo da pagare.

Su tutto il loro mondo, corroso dalle sue contraddizioni e dalla fatica di vivere, arriva il boato della rivoluzione, prima come un tuono lontano, poi come un’esplosione generale di anarchia, panico, gioia sfrenata e confusione.

Ma forse le vere rivoluzioni sono quelle che accadono lentamente, come ricostruire una città abbattuta, mattone dopo mattone e pietra dopo pietra.

La Romania, paese di recente ingresso in Europa, raccontata attraverso gli occhi di chi ha realmente vissuto l’esperienza del regime, e ne ha visto la fine.

Ingrid Beatrice Coman è nata in Romania nel 1971, ma la sua formazione letteraria si svolge soprattutto in Italia alla scuola dello scrittore Raul Montanari ed alla Holden di Torino. Ha già pubblicato importanti romanzi (La città dei tulipani, Tè al samovar).

PREZZO 14 €